Giu 2009
Cena Dejavu

Matrimonio tra i vini Cambria e i piatti della tradizione rivisitati in chiave moderna al Dejavu di Furnari

Un trionfo di sapori tipici della tradizione gastronomica siciliana rivisitati in chiave moderna e accompagnati dai vini Cambria, espressione del territorio. Un matrimonio che è stato celebrato sabato 13 giugno a Furnari (Messina), presso il ristorante Dejavu. Una cornice suggestiva, curata nei minimi dettagli, dal tovagliato ai calici, dai fiori rigorosamente freschissimi ma non troppo profumati, alle luci e alla musica, leggere tanto da accompagnare la degustazione con discrezione.

L’entrée una tartare di gamberi delle Isole eolie con brunoise di verdurine, zeste d’arancia e pepe rosa innaffiata con un Bazia Bianco, blend di Grillo e Catarratto dal leggero tenore alcolico, appena 12,5 gradi. “La condizione essenziale per la riuscita di una tartare è la freschezza degli alimenti i gamberi devono essere dunque appena pescati e profumare di mare”, spiega Luisa Lopes proprietaria del ristorante.

Ad accompagnare il primo, un timballo di riso al nero di seppia, frittura di calamaretti spillo e salsa allo zafferano e lo Chardonnay della linea Cambria, che ha rappresentato un po’ il “principe” della serata, apprezzato da tutti i degustatori esperti e meno esperti.”Si tratta di un bianco di notevole struttura e dalla buona gradazione alcolica, presenta riflessi verdognoli ed aromi complessi, dalla frutta esotica al bouquet floreale”, precisa l’enologo di Cambria. Ottimo dunque in abbinamento con ilnerodi seppia. “Con abile maestria il nostro cuoco ha prelevato il sacchettino nero della seppia preparandolopoi con concentrato di pomodoro, come vuole la tradizione messinese”, prosegue la proprietaria del Dejavu.

Un caposaldo della cucina tradizionale siciliana di mare è il tonno, protagonista del piatto successivo, in abbinamento con un Bazia Rosso, un blend di Nero d’Avola e Nerello Mascalese dal colore rubino e dal profumo delicato e persistente, molto rotondo e pieno. La preparazione del tonno ai ferri, con marmellata di cipolle rosse e tuile di pane casareccio profumato agli aromi ne rende perfetto l’abbinamento.

Quarto e ultimo “matrimonio” della serata quello tra il pesce stocco, piatto legato alla storia messinese – si tramanda che fu introdotto dai marinai norvegesi, intervenuti negli aiuti umanitari in seguito al terremoto di Messina del 1908 – e il Rosso del Levriero della linea Cambria, ottenuto da uve selezionate di Nero d’Avola e Syrah, in blend 50-50. Quattordici gradi di robustezza e struttura con note olfattive amarascate e speziate. L’affinamento per circa un anno in barrique di rovere francese da 225 litri e per 6-8 mesi in bottiglia conferisce caratteristiche che lo rendono il top wine aziendale. “Il pesce stocco tipicamente messinese è quello cucinato “alla ghiotta”, ovvero un tronchetto fatto rosolare in olio extravergine d’oliva accompagnato da una salsa composta da un battuto di sedano e cipolla con aggiunta di capperi eoliani e olive verdi, salsa di pomodoro e spezie varie – raccontano dal Dejavu – in lunga cottura a fuoco lento”. Il piatto rivisitato è completato da coreografiche chips di patate e da una emulsione di prezzemolo.

Nessun vino Cambria ad accompagnare il dolce, un semifreddo al pistacchio di Bronte e coulis di fragole di Maletto. “Il prossimo passo – conclude Nancy Astone – sarà proprio quello di realizzare un vino da dessert”. Vitigno candidato: il Nocera.

 
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