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Ogni Nocera è ricco di secoli di storia, racconti e leggende. Un incontro di forza ed eleganza che conferiscono a questo vino un sapore e un aroma inconfondibile. Un vino tra i più ricercati in assoluto, per vivere un’esperienza unica assaporando tutta la dolcezza della potenza che lo contraddistingue.

Nocera.
Il frutto leggendario di un luogo di storia e sapori unici.
Nocera.
Un’uva antica che diede vita al celebre vino dei guerrieri Mamertini,
i quali, capitanati dal valoroso condottiero Kio, resero fertili e
vigorosi le sue radici.
Nocera.
Un nettare “amabile e robusto”, decantato sin dall’antichità da
poeti e aristocratici, e consacrato dal suo più celebre estimatore, il
glorioso Gaio Giulio Cesare.
Nocera.
Un ore mitologico, come racconta il mito di Furnari: l’umile
contadino nominato barone dopo aver curato l’amato
Rosso del Levriero di Re Ruggero II d’Altavilla.
Nocera.
Un vitigno nobile conteso per secoli fra baroni e sovrani, oggi
ereditato dalla famiglia Cambria, che a Furnari, nel 1864 fondò la sua
cantina e acquisì lo stemma “Fin Che Venga”. E fu proprio nella
straordinaria Tenuta di Mastronicola, Gran Cru delle colline Furnaresi,
e nelle terre di Masseria, Cutrigniolo e Cinque Fontane che dal 2005
Cambria produce l’assoluta “Magnificenza” del varietaleNocera.


Il Nocera è un prodotto che parla della sua terra, un vitigno autoctono messinese, che sorge sul territorio di Furnari, il quale vanta un naturale e straordinario sistema pedoclimatico, condizione ideale per l’ottenimento di un ottimo Nocera. Vendemmiato prima della completa maturazione, agli inizi di settembre, viene diraspato, macerato a freddo, pressato in modo soffice e poi fermentato a temperatura controllata di 14°-16°C con lieviti selezionati. La presa di spuma viene effettuata dopo una buona evoluzione del vino base.
Le bottiglie ottenute maturano sui lieviti per un periodo minimo di 24/30 mesi. Il remuage delle stesse viene effettuato in pupitres, muovendole due volte a settimana per un mese e mezzo. Segue la degorgiatura ed il dosaggio e un riposo di almeno un mese prima della commercializzazione. Degustabile a tutto pasto, dall’aperitivo al dessert, ha alla vista un colore rosa pesca con un perlage fino e continuo, all’olfatto un profumo delicato con sentori di frutta fresca e al gusto un sapore fino, di buona intensità e persistenza.

Questo vitigno è certamente di antica coltura, ne fanno menzione: Geremia (1839) Mendola (1868) Mes e Pulliat (1879) Viala e Vermorel (1909) Di Rovasenda (1877) e Cusumano (1880) confermano che il Nocera era a quell’epoca nelle di colline di Furnari(Me) la coltura predominante ed addirittura esclusiva. Ottavio Ottavi nel suo trattato viticoltura Tecnico-Pratica (1893), lo cita come un vitigno che dà un ottimo vino rosso rubino con schiuma rossa. Paulsen (1930) lo menziona come principale vitigno nelle colline di Furnari, ma già nel 1960, soppiantato in parte dal Nerello Mascalese, rappresentava ancora il 40% della superficie vitata del messinese. Certamente il Nocera per le sue caratteristiche enochimiche e per la sua produttività concorreva, in passato, al successo dei vini da taglio del messinese, ricchi di colore, mediamente alcolici, sapidi, apprezzati soprattutto in Francia.


Il Nocera è uno dei vitigni più antichi, addirittura uno dei primi a comparire in Italia. La sua collocazione è da collegare alle terre del messinese con qualche ettaro di terreno nelle frazioni di Ragusa, Siracusa e qualcuna in Calabria. La sua produzione è da far risalire all’arrivo delle prime colonie Greche, intorno al VII secolo a.C., data in cui ebbero origine gran parte dei vitigni del Meridione.


Secondo alcune ricerche l’origine e la popolarità del Nocera è da attribuire anche all’epoca Romana, nella quali i nobili aristocratici erano soliti celebrare gli eventi più importanti con il “Mamertinum”, considerato uno dei vini più pregiati dell’epoca, con il quale venne onorata anche la conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare. Anche Plinio e Strabone erano soliti citarlo nei loro scritti come uno dei vini più raffinati dell’epoca.

Dopo anni di esperienze orientate al raggiungimento della massima qualità ottenibile, nel 2005 si è deciso di iniziare il rinnovamento dello storico vigneto di Mastronicola attraverso un progressivo re-impianto fatto seguendo una filosofia innovativa, ma allo stesso tempo profondamente legata al vigneto precedente e che continuerà fino a completare 10 ettari nell’arco dei prossimi anni. Abbiamo selezionato e propagato le piante migliori per produrre un Nocera in grado di esprimere pienamente le caratteristiche del ‘terroir’. In questa direzione vanno anche tutte quelle pratiche agronomiche che stiamo mettendo in atto e che sono il risultato di oltre un secolo di esperienza: in quest’area del tutto particolare per la sua altitudine (150 mt. s.l.m.), per l’esposizione, per il microclima e per il terreno,il Nocera si esprime esaltando al massimo le sue caratteristiche. Le uve producono un vino con tannini più morbidi e rotondi, mantenendo la complessità e la struttura tipica del Nocera. Queste sono alcune delle ricerche effettuate dalla Cambria, che continua il proprio tra tavole rotonde, convegni e sperimentazione per ottenere nella massima tradizione, vini che possono esprimere la grande forza di un territorio vitivinicolo millenario.

Oggi il Nocera lo troviamo, ancorché per limitate superfici, nelle aree viticole del messinese ed in particolare a Furnari, uniche colline messinesi quale epicentro dell’area di produzione del vino Doc Mamertino partecipando con una percentuale minima del 10% e nel vino Doc “Faro” partecipando con una percentuale del 5-10%.

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